OFFERTE DI LAVORO

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Se l’offerta di lavoro è improponibile, se il lavoro non viene retribuito con un giusto compenso, se chi propone il lavoro non ha sensibilità ed empatia, è difficile diminuire l’inattività, lo scoraggiamento e quindi la disoccupazione. Chi offre lavoro, dovrebbe rendersi conto che se non ha il denaro per retribuire stagisti o nuovi assunti, dovrebbe pretendere di meno e forse puntare sulla formazione di nuovi o vecchi dipendenti. Il problema è che è diventato normale pensare: “O ti accontenti di questo o ci sarà qualcun’altro al tuo posto”.
Eppure si dice che il mercato del lavoro sta ritornando a funzionare:

“A novembre 2017 la stima degli occupati torna a crescere (+0,3% rispetto a ottobre, pari a +65 mila). Il tasso di occupazione sale al 58,4% (+0,2 punti percentuali).
Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,5%, +345 mila) che riguarda donne e uomini. La crescita si concentra tra i lavoratori dipendenti (+497 mila, di cui +450 mila a termine e +48 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-152 mila). In valori assoluti aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+396 mila) ma anche i 15-34enni (+110 mila), mentre calano i 35-49enni (-161 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-7,8%, -243 mila) sia gli inattivi (-1,3%, -173 mila).”
https://www.istat.it/it/archivio/208110

L’Istat «certifica l’aumento dei posti, ma resta il rischio precarietà» scrivono diversi quotidiani, a detta di Paolo Gentiloni.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-07/istat-disoccupazione-terzo-trimestre-stabile-112percento-095957.shtml?uuid=AE9PCeOD

E’ anche vero che il lavoro proposto è sempre più con contratto determinato:

“Secondo i dati delle CO del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, su base annua, per il quinto trimestre consecutivo è continuato a ritmi crescenti l’aumento del lavoro dipendente a tempo determinato (rispettivamente +44 mila, +66 mila, +145 mila, +241 mila, +329 mila). Questi segnali si rafforzano se si considerano le imprese industriali e dei servizi che mostrano, anche secondo la fonte Uniemens-Inps, un forte incremento del tempo determinato (+482 mila su base annua)…”.
http://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Nota%20trimestrale%20sulle%20tendenze%20dell%27occupazione%20II%20trimestre%202017/Nota-trimestrale-sulle-tendenze-dell-occupazione-II-trimestre-2017.pdf

Quindi mi chiedo, se tutto sta riprendendo a girare e pare che i dati confermano questa tendenza, allora perchè chi offre lavoro si ostina a proporre offerte talvolta imbarazzanti?
Sono davvero dati reali o no, dobbiamo fidarci ad interpretazioni da campagna elettorale (personalmente penso che dopo 10 anni dalla crisi, sia realistico che il lavoro torni ad avere un’offerta)? Oppure alcuni che offrono lavoro si stanno approfittando della situazione?
In fondo, in Italia abbiamo così tanti esempi di sfruttamento delle difficoltà di lavoro, economiche, burocratiche, legali eccetera a discapito di lavoratori, consumatori o semplicemente persone, che il dubbio diventa lecito.

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